vanescar
29-08-05, 01:06
Bonolis, esordio al 90° minuto
Look da Iena per il re Mida degli ascolti. Omaggio alla Rai. Primo collegamento con la «sua» Inter. Ma il ritmo è blando
http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/08/28/0ILXX40P--140x180.jpg Paolo Bonolis nello studio di Serie A (Ap)
MILANO - Cravatta nera su camicia bianca. A dispetto del look da Iena, Paolo Bonolis sceglie un profilo nient'affatto «bestiale» e tutto sommato «istituzionale» per il via dell'attesa nuova stagione del calcio targata Mediaset. Il programma «Serie A», che sostituisce il mitico 90° minuto, si apre con un primo piano del Re mida degli ascolti seduto sui gradoni di uno studio completamente vuoto. «Questa è un debutto sia per Mediaset che ha l'onore, e l'onere - rimarca il conduttore - di mostrare le prime immagini del campionato di calcio di serie A, sia per me che m'inoltro nell'affascinante sentiero sportivo».
Poche battute, per introdurre la prima giornata di campionato e poi subito il primo colpetto di scena. In un'ideale passaggio di consegne, Paolino lancia una breve clip dedicata a Paolo Valenti e Maurizio Barendson, fondatori della rubrica sportiva sulla Rai, e parte la carrellata sugli inviati di Novantesimo. Galeazzi,Tonino Carino e così via. Un omaggio dovuto. Quindi via alla trasmissione vera e propria. Il primo collegamento è con il Meazza di Milano, per raccontare del rotondo successo colto dall'Inter contro il Treviso.
Il sorriso del conduttore, neroazzurro dichiarato, si allarga quando prende la parola il suo mister, Mancini. Seguono commenti (più o meno competenti) su Figo, che «batte i calcio d'angolo sia di destro che di sinistro» e «sulla pressione psicologica che incombe sull'Inter» per via di quello scudetto atteso da quasi 20 anni. Ospiti in studio il tecnico della Samp Walter Novellino e da Roma il portiere della Lazio Peruzzi. Ci sarebbe anche la Vanali, che legge la schedina, lo «statistico» di turno Alessandro Longhi o il moviolista Dotto preso in prestito da [i]Controcampo. Il tutto comunque cadenzato da un ritmo, abbastanza blando, che infarcisce un programma che balza agli occhi soprattutto per la sua lunghezza e le interruzioni pubblicitarie.
Look da Iena per il re Mida degli ascolti. Omaggio alla Rai. Primo collegamento con la «sua» Inter. Ma il ritmo è blando
http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/08/28/0ILXX40P--140x180.jpg Paolo Bonolis nello studio di Serie A (Ap)
MILANO - Cravatta nera su camicia bianca. A dispetto del look da Iena, Paolo Bonolis sceglie un profilo nient'affatto «bestiale» e tutto sommato «istituzionale» per il via dell'attesa nuova stagione del calcio targata Mediaset. Il programma «Serie A», che sostituisce il mitico 90° minuto, si apre con un primo piano del Re mida degli ascolti seduto sui gradoni di uno studio completamente vuoto. «Questa è un debutto sia per Mediaset che ha l'onore, e l'onere - rimarca il conduttore - di mostrare le prime immagini del campionato di calcio di serie A, sia per me che m'inoltro nell'affascinante sentiero sportivo».
Poche battute, per introdurre la prima giornata di campionato e poi subito il primo colpetto di scena. In un'ideale passaggio di consegne, Paolino lancia una breve clip dedicata a Paolo Valenti e Maurizio Barendson, fondatori della rubrica sportiva sulla Rai, e parte la carrellata sugli inviati di Novantesimo. Galeazzi,Tonino Carino e così via. Un omaggio dovuto. Quindi via alla trasmissione vera e propria. Il primo collegamento è con il Meazza di Milano, per raccontare del rotondo successo colto dall'Inter contro il Treviso.
Il sorriso del conduttore, neroazzurro dichiarato, si allarga quando prende la parola il suo mister, Mancini. Seguono commenti (più o meno competenti) su Figo, che «batte i calcio d'angolo sia di destro che di sinistro» e «sulla pressione psicologica che incombe sull'Inter» per via di quello scudetto atteso da quasi 20 anni. Ospiti in studio il tecnico della Samp Walter Novellino e da Roma il portiere della Lazio Peruzzi. Ci sarebbe anche la Vanali, che legge la schedina, lo «statistico» di turno Alessandro Longhi o il moviolista Dotto preso in prestito da [i]Controcampo. Il tutto comunque cadenzato da un ritmo, abbastanza blando, che infarcisce un programma che balza agli occhi soprattutto per la sua lunghezza e le interruzioni pubblicitarie.