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vanescar
09-09-05, 11:52
Uccide il suo bimbo, poi si getta nel vuoto
MERANO (BOLZANO) - A Merano un bambino di quattro anni è stato ucciso a coltellate. E' stata la madre a togliergli la vita. Christina Rainer, 39 anni, ha già rivelato la verità sull'omicidio agli investigatori che si stanno occupando del caso. «È stato un momento di black out», ha detto la donna, che - trovata in stato di choc -, parlava come in trance, esprimendosi a monosillabi. Nel pomeriggio la tragedia ha avuto un secondo, drammatico, atto: Christine Rainer ha tentato il suicidio, lanciandosi da una finestra del secondo piano da un'altezza di otto metri. E' in condizioni gravi ma non disperate: ha riportato gravi lesioni, tra cui un trauma cranico, che necessita di un monitoraggio per evitare l'ipotesi di versamenti cerebrali.
http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/09/08/0IMI9AKA--140x180.jpg Uomini della scientifica al lavoro nel palazzo dove è stato ucciso il bambino (Ansa)

Agli inquirenti giunti sul luogo del delitto la scena si presentava con un aspetto che il procuratore Cuno Tarfusser ha definito «inimaginabile ed aggiacciante». Il piccolo giaceva supino in una pozza di sangue nella cucina dell'appartamento delle case popolari. Il bambino era già vestito e sul tavolo c'erano ancora i resti della prima colazione con un panino con la marmellata appena sbocconcellato. Sulla base degli elementi che gli inquirenti hanno raccolto e sulla base anche delle spontanee dichiarazioni rese dalla donna, Tarfusser ha detto che «è logico» che a compiere il delitto sia stata lei.
Una prima ammissione, del resto, c'era stata già pochi minuti dopo il delitto quando la madre ha telefonato al 118 chiedendo soccorsi. Per avere a disposizione il maggior numero di elementi possibili, ora la polizia scientifica è al lavoro all'interno dell'appartamento con una speciale apparecchiatura che traccia una registrazione tridimensionale della scena del delitto. Solo successivamente si procederà ad una perquisizione con il metodo classico ed all'esame di alcuni coltelli che si trovano in cucina, uno dei quali dovrebbe essere l'arma usata per uccidere il piccolo, con una decina di coltellate vibrate al collo e all'addome. Intanto si affaccia anche una prima ipotesi su quanto potrebbe essere all'origine del fatto di sangue. Come ha detto il marito agli inquirenti, la donna soffriva da tempo di disturbi psichici, per i quali sarebbe stata anche seguita da un centro di igiene mentale.
Sette le coltellate, di cui una mortale alla carotide che ha tolto la vita al piccolo Julian. «È stata lei, la madre, a chiamare il 118 - hanno riferito dal commissariato di Merano - E a dire in tedesco "Ho ucciso una persona". Quando siamo arrivati nell'appartamento abbiamo trovato il corpo del piccolo a terra in posizione supina immerso in una pozza di sangue. Aveva le braccia allargate e le gambe distese. Il fratello maggiore, di 5 anni, era rannicchiato su un divano, terrorizzato e non parlava».
Il marito della donna è un un tecnico dell'Azienda energetica Meranese e al momento del delitto si trovava al lavoro. La coppia ha anche una figlia, più piccola dei fratelli, che non era in casa perché aveva trascorso la notte nell'abitazione di una zia. Il dramma si è consumato in un appartamento di via Wolkenstein, nei pressi dell'ippodromo di Maia.






09 settembre 2005
http://www.corriere.it/Media/Foto/2005/09_Settembre/09/FAZIO2a.jpg
ROMA - Governo e opposizione lavorano su una mozione bipartisan di sfiducia verso il Governatore. L?armamentario dell?esecutivo per assestare il colpo finale e chiudere la vicenda della Banca d?Italia comprende, però, anche una nota ufficiale del capo del governo; una lettera al governatore; un atto formale diretto al Consiglio Superiore della Banca, cui spetta l?eventuale revoca del Governatore.
Il tutto, come la nota già scritta, resta in un cassetto. E quella tra governo e Banca d?Italia resta, per ora, una guerra di nervi. Logorante per Fazio quanto per Berlusconi. Il premier è consapevole che un?ulteriore e decisa spinta in avanti potrebbe anche non sbloccare nulla, bruciando qualsiasi altra possibilità di intervento e mettendo a rischio anche la sua credibilità. Un timore fondato, almeno a giudicare dalle notizie filtrate da Bankitalia.
E? vero che Antonio Fazio ha deciso di non andare all?Ecofin di Manchester togliendo dall?imbarazzo il ministro dell?Economia, e per la prima volta riconoscendo l?esistenza di un problema d?immagine. E? altrettanto vero, però, che il governatore non ha smesso di sfidare il governo: se Palazzo Chigi vuol far intervenire il Consiglio Superiore, ha fatto sapere ieri, «rischia di fare solo una brutta figura». Ieri sia la Banca d?Italia che il Quirinale hanno smentito che siano mai corse telefonate, durante il vertice del giorno prima fra Ciampi e Berlusconi, dirette dal Colle alla Banca.
Siniscalco si è recato da Berlusconi, come già due giorni fa, per ribadire al premier che è assolutamente necessario uscire dall?impasse, e che a questo punto si rischia la credibilità anche del governo. Per uscire dall?angolo, al termine dell?ennesima giornata di tentativi e di veti, di accelerazioni e frenate, Gianni Letta ieri sera è tornato a scommettere tutto sul passaggio parlamentare. Ha avviato una serie di consultazioni e contattato Piero Fassino. Con lo scopo di sondare l?opposizione sull?ipotesi della mozione bipartisan.
Il segretario dei Ds si è detto favorevole, purché l?invito a Fazio a fare un passo indietro sia legato all?esame del disegno di legge sul risparmio (che contiene già i nuovi emendamenti del governo sul mandato a termine) in calendario al Senato. Come a dire che tutto deve svolgersi a Palazzo Madama. Linea che Letta ha giudicato ragionevole, impegnandosi a valutarla e ad approfondirla nella giornata di oggi.
Questi i fatti. I messaggi, per buona parte della giornata di ieri, erano stati altrettanto importanti. Il più importante: Palazzo Chigi ha già pronta una nota, in tutto una cartella, linguaggio e parole concordate due sere fa con il Quirinale, destinatario Fazio. Contenuto: esiste un patrimonio di credibilità (quello di Bankitalia) da tutelare; chi ne è il custode, indipendentemente dalle sue azioni, è chiamato a rendere servizio a questo patrimonio. Un messaggio che nei distinguo salverebbe la correttezza dell?operato del Governatore.
Un tentativo estremo di moral suasion, firmato da Berlusconi, che ieri pomeriggio sembrava sul punto di essere divulgato. Fazio ne sarebbe già a conoscenza, tanto che due suoi stretti collaboratori ne avrebbero parlato con Letta. Mentre il capo del governo, che nei giorni scorsi aveva pensato anche a un faccia a faccia con il governatore, continuava a coltivare più di un dubbio sull?opportunità di esporsi: «Senza certezze non ho nessuna voglia di subire un affronto». Le certezze continuano a mancare. Letta continua a lavorare in modo febbrile. Fazio, parole di ieri, continua ad essere «incredibilmente tranquillo». E la guerra di nervi per ora prosegue.
Marco Galluzzo
Mario Sensini

09 settembre 2005