vanescar
10-09-05, 00:58
http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/09/09/0IMJVTRA--180x140.jpg Ilda Boccassini, Edmondo Bruti Liberati e Gherardo Colombo (Ansa)
ROMA - I pm milanesi Ilda Boccassini e Gherardo Colombo sono stati assolti dall'accusa di aver violato i loro doveri di correttezza e leale collaborazione per aver opposto agli ispettori del ministro Castelli il segreto investigativo sul fascicolo 9520 inerente al caso Previti. La decisione è stata presa dopo tre ore e mezzo di camera di consiglio del Consiglio Superiore della Magistratura. Il rappresentante della procura generale della Cassazione, Luigi Ciampoli, aveva invece chiesto la condanna alla sanzione della censura nel processo disciplinare davanti al Consiglio superiore della magistratura. Il difensore dei due magistrati, Edmondo Bruti Liberati, aveva invece chiesto l'assoluzione dei suoi assistiti. Bruti Liberati aveva sostenuto che la loro unica colpa è quella di avere «adempiuto con eccezionale impegno, dedizione e professionalità al precetto dell'obbligatorio esercizio dell'azione penale, nel rispetto del principio fondamentale dell'ordinamento per il quale la legge è uguale per tutti».
«PROVATA LA LORO CORRETTA CONDOTTA» - «Come al solito si è provato che la condotta dei colleghi era corretta e che quindi che tutte le illazioni che sono state fatte al riguardo erano infondate». È stato il commento di Ciro Riviezzo, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. «La decisione del Csm mi sembra che rappresenti il naturale epilogo di una vicenda che, forse, non meritava tanto scalpore».
CASTELLI: «NON POTEVA ANDARE DIVERSAMENTE» - «Prima della sentenza avevo detto che non ci sarebbe stata possibilità di una conclusione diversa da quella dell'assoluzione», ha commentato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. «In seguito spiegherò perché».
ROMA - I pm milanesi Ilda Boccassini e Gherardo Colombo sono stati assolti dall'accusa di aver violato i loro doveri di correttezza e leale collaborazione per aver opposto agli ispettori del ministro Castelli il segreto investigativo sul fascicolo 9520 inerente al caso Previti. La decisione è stata presa dopo tre ore e mezzo di camera di consiglio del Consiglio Superiore della Magistratura. Il rappresentante della procura generale della Cassazione, Luigi Ciampoli, aveva invece chiesto la condanna alla sanzione della censura nel processo disciplinare davanti al Consiglio superiore della magistratura. Il difensore dei due magistrati, Edmondo Bruti Liberati, aveva invece chiesto l'assoluzione dei suoi assistiti. Bruti Liberati aveva sostenuto che la loro unica colpa è quella di avere «adempiuto con eccezionale impegno, dedizione e professionalità al precetto dell'obbligatorio esercizio dell'azione penale, nel rispetto del principio fondamentale dell'ordinamento per il quale la legge è uguale per tutti».
«PROVATA LA LORO CORRETTA CONDOTTA» - «Come al solito si è provato che la condotta dei colleghi era corretta e che quindi che tutte le illazioni che sono state fatte al riguardo erano infondate». È stato il commento di Ciro Riviezzo, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. «La decisione del Csm mi sembra che rappresenti il naturale epilogo di una vicenda che, forse, non meritava tanto scalpore».
CASTELLI: «NON POTEVA ANDARE DIVERSAMENTE» - «Prima della sentenza avevo detto che non ci sarebbe stata possibilità di una conclusione diversa da quella dell'assoluzione», ha commentato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. «In seguito spiegherò perché».