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Visualizza la versione completa : Tragico sbarco a Gela, almeno 11 morti



vanescar
11-09-05, 18:13
GELA (Caltanissetta)- L'ennesimo tragico sbarco di clandestini africani sulle coste della Sicilia si è concluso con la morte di 11 persone i cui cadaveri sono stati recuperati nelle prime ore di domenica su una spiaggia http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/09/11/0IMNJRYA--180x140.jpg Il barcone arenato (Ansa)

di Gela, mentre sono stati arrestati sette presunti scafisti. Per loro l'accusa è di di omicidio volontario e violazione alla legge sull'immigrazione. Si tratta di sei egiziani e un libico che sono stati rinchiusi nel carcere di Caltagirone.
TUTTI UOMINI - «Sono stati recuperati 11 cadaveri, alcuni erano sulla spiaggia e altri in mare, in località Desusino - hanno spiegato i carabinieri di Gela -. Alcune delle vittime sembravano adolescenti». Si è poi saputo che tutti quanti sono uomini e di età comprese fra i 18 e i 22 anni, anche se alcuni potrebbero essere ancora più giovani. Saranno gli accertamenti medici a stabilire con esattezza la loro età: il pm Maria Bianchetti della procura di Gela ha infatti disposto l'autopsia. Il magistrato vuole accertare se gli extracomunitari sono morti per annegamento o se erano già deceduti quando sono finiti in acqua. I corpi sono riposti in 11 bare nella stretta camera mortuaria del http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/09/11/0IMNJTCA--180x140.jpg Il barcone visto dall'alto (Ansa)

cimitero Farello di Gela. Poco fa, il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, ha pregato per loro recitando il Padre Nostro e poi la prima Sura del Corano in lingua araba.

LE RICERCHE DEI FUGGITIVI - Gli immigrati - che per i carabinieri potrebbero essere di nazionalità eritrea - hanno detto di essere partiti in 160 da un porto della Libia. E fino a mezzogiorno erano 140 le persone intercettate complessivamente dalle forze dell'ordine. Quelle ancora mancanti all'appello sarebbero invece riuscite a raggiungere a nuoto la riva ma subito dopo sarebbero fuggite facendo perdere le loro http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/09/11/0IMNK6MA--180x140.jpg Alcuni dei superstiti assistiti dalla Protezione civile (Ansa)

tracce. Carabinieri e polizia hanno organizzato delle battute per individuarle. Le ricerche proseguono comunque anche in mare.
LA RICOSTRUZIONE - I clandestini erano a bordo di un peschereccio che si è arenato poco distante dalla costa. Un gommone faceva la spola fra l'imbarcazione e la spiaggia. «Alcuni sono stati ricoverati negli ospedali di Gela e Licata. A bordo c'erano anche due bimbi piccolissimi - uno di circa sei mesi - e diversi minori», hanno precisato i carabinieri. Una donna è in gravi condizioni. L'allarme è stato dato intorno alle due del mattino da alcuni turisti che con il loro camper erano fermi in prossimità della spiaggia e che sono stati svegliati dagli stessi immigrati giunti sulla riva. Sull'imbarcazione i carabinieri hanno rinvenuto anche un telefono satellitare con il quale, probabilmente, gli scafisti comunicavano con dei complici sulla terraferma. E' possibile che vi fossero basisti sulla costa a dare indicazioni per l'attracco e che questi siano poi fuggiti dopo l'incagliamento del barcone.
IL PRESIDENTE CUFFARO - Sull'ennesimo naufragio al largo delle coste siciliane è intervenuto anche il presidente della giunta regionale, Salvatore Cuffaro:«Ancora oggi - ha detto Cuffaro - siamo costretti ad assistere ad una tragedia che colpisce le nostre coscienze e ci sprona a lavorare con maggior impegno per fermare l'esodo di tanti disperati che si rivolgono a noi con la speranza di trovare una speranza di vita ed invece trovano la morte».






11 settembre 2005