vanescar
16-09-05, 00:00
http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2005/09/15/0IMVFYTF--140x180.jpg L'osservatore palestinese all'Onu Nasser Al-Kidwa ascolta Sharon (Afp)
NEW YORK -Accorato intervento del premier israeliano al Palazzo di vetro in occasione del sessantesimo anniversario dalla fondazione delle Nazioni Unite. Il premier israeliano ha ribadito il suo impegno per la pace in Medio Oriente. «Questa settimana l?ultimo soldato israeliano si è ritirato dalla striscia di Gaza» ha detto. «Adesso tocca ai palestinesi dimostrare la loro volontà di pace».
Il prossimo passo, secondo Sharon, è l?impegno nella lotta ai gruppi terroristi in guerra con Israele. «I palestinesi hanno diritto a uno stato loro, indipendente, e Israele non ha alcuna intenzione di governare sul popolo palestinese». «Ma» ha esortato Sharonh, «i palestinesi devono eliminare il terrore e la cultura dell'odio nelle relazioni con lo stato ebraico».
Il premier israeliano (che non è stato applaudito dalla delegazione palestinese), ha concluso il suo intervento chiedendo «la fine di un conflitto cruento» e precisando che l'unico punto non negoziabile «è il diritto all'esistenza di Israele in quanto Stato ebraico, uno Stato che possa vivere in sicurezza, senza minacce e terrore».
«SARANNO SEMPRE I NOSTRI VICINI» - «I palestinesi saranno sempre nostri vicini», ha detto Sharon, dopo avere proclamato la volontà israeliana di riconciliazione con tutti i paesi arabi vicini. «Noi li rispettiamo e non abbiamo il desiderio di dominarli. Anche loro meritano la libertà ed un'entità nazionale sovrana». Nell'occasione, Sharon ha ribadito l'appello all'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) perchè disarmi le milizie armate, come previsto dal piano di pace «roadmap» favorito dalla comunità internazionale, che contempla uno stato palestinese nella Cisgiordania e nella striscia di Gaza. «Mi rivolgo ai governanti palestinesi - ha detto il primo ministro israeliano - perché si sbarazzino dei terroristi»; ed il popolo palestinese deve porre fine alla «istigazione ed all'odio contro gli ebrei ed Israele».
15 settembre 2005
NEW YORK -Accorato intervento del premier israeliano al Palazzo di vetro in occasione del sessantesimo anniversario dalla fondazione delle Nazioni Unite. Il premier israeliano ha ribadito il suo impegno per la pace in Medio Oriente. «Questa settimana l?ultimo soldato israeliano si è ritirato dalla striscia di Gaza» ha detto. «Adesso tocca ai palestinesi dimostrare la loro volontà di pace».
Il prossimo passo, secondo Sharon, è l?impegno nella lotta ai gruppi terroristi in guerra con Israele. «I palestinesi hanno diritto a uno stato loro, indipendente, e Israele non ha alcuna intenzione di governare sul popolo palestinese». «Ma» ha esortato Sharonh, «i palestinesi devono eliminare il terrore e la cultura dell'odio nelle relazioni con lo stato ebraico».
Il premier israeliano (che non è stato applaudito dalla delegazione palestinese), ha concluso il suo intervento chiedendo «la fine di un conflitto cruento» e precisando che l'unico punto non negoziabile «è il diritto all'esistenza di Israele in quanto Stato ebraico, uno Stato che possa vivere in sicurezza, senza minacce e terrore».
«SARANNO SEMPRE I NOSTRI VICINI» - «I palestinesi saranno sempre nostri vicini», ha detto Sharon, dopo avere proclamato la volontà israeliana di riconciliazione con tutti i paesi arabi vicini. «Noi li rispettiamo e non abbiamo il desiderio di dominarli. Anche loro meritano la libertà ed un'entità nazionale sovrana». Nell'occasione, Sharon ha ribadito l'appello all'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) perchè disarmi le milizie armate, come previsto dal piano di pace «roadmap» favorito dalla comunità internazionale, che contempla uno stato palestinese nella Cisgiordania e nella striscia di Gaza. «Mi rivolgo ai governanti palestinesi - ha detto il primo ministro israeliano - perché si sbarazzino dei terroristi»; ed il popolo palestinese deve porre fine alla «istigazione ed all'odio contro gli ebrei ed Israele».
15 settembre 2005