vanescar
10-11-06, 05:27
<img src="http://punto-informatico.it/punto/20061110/10.gif" alt="" usemap="#tartaruga" align="right" border="0" height="80" width="145">La Finanziaria censura la navigazione degli italiani
<!-- abstract notizia -->Il provvedimento economico in elaborazione in questi giorni rinnova le misure di censura pensate per impedire agli italiani di partecipare alle scommesse web non autorizzate. Ieri il Governo ha reintrodotto le sanzioni per i provider
Roma - Chi sperava che con la nuova legge finanziaria sarebbero stati superati gli ostacoli frapposti alla navigazione Internet degli italiani può ora rassegnarsi: nella bozza della Finanziaria 2007 in discussione in queste settimane ancora una volta si parla di censura e si prevede la possibilità di bloccare il traffico Internet degli italiani quando fossero interessati ad accedere a siti di bookmaker esteri non autorizzati dai Monopoli di Stato (http://www.aams.it/).
La cosa sta allarmando gli esperti che in questi giorni stanno chiedendo un intervento urgente al Governo affinché queste misure siano immediatamente rimosse dal testo conclusivo del provvedimento. Viene preso di mira, in particolare, il Capo III (Disposizioni in materia di accertamento e contrasto all'evasione e all'elusione fiscale) laddove (art. 29 comma 5) si fa espresso riferimento (http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0014501.pdf) ai provvedimenti di censura già adottati in passato (http://punto-informatico.it/p.asp?id=1523509):
"In coerenza ai principi recati dall'articolo 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed al fine di contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, l'evasione e l'elusione fiscale nel settore del gioco, nonche´ di assicurare l'ordine pubblico e la tutela del giocatore, con uno o più provvedimenti del Ministero dell'economia e delle finanze ? Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato - sono stabilite le modalità per procedere alla rimozione dell'offerta, attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni definite dalla stessa Amministrazione. I provvedimenti di cui al presente comma sono adottati nel rispetto degli obblighi comunitari".
Sebbene non si parli espressamente di filtri alla navigazione Internet, si parla di "rimozione dell'offerta" sulle reti telematiche, una rimozione che fin qui è stata espressa con l'obbligo per i provider italiani di dotarsi di filtri capaci di impedire che utenti del Bel paese finiscano su uno dei numerosissimi siti messi al bando ed elencati dagli stessi Monopoli di Stato in un documento (http://www.aams.it/site.php?page=20060213093339418) da 5 megabyte. L'unica novità è che i provvedimenti sono adottati in rispondenza della normative comunitarie: una dicitura con cui si spera di evitare che Bruxelles avvii una procedura di infrazione (http://punto-informatico.it/p.asp?id=1695392) già ventilata in passato.
Per verificare empiricamente l'attuale sussistenza dei filtri basta cercare di recarsi su uno dei siti messi al bando come, ad esempio,www.astrabet.com (http://www.astrabet.com/) mentre per verificarne la scarsa efficacia, anch'essa già denunciata dagli esperti, è sufficiente togliere il www (http://astrabet.com/). Va da sé che il provvedimento, pur tecnicamente inefficace, agli occhi degli esperti risulta grave perché non si limita a vietare agli italiani di giocare su siti non autorizzati dai Monopoli, ma vieta loro persino l'accesso a quelle pagine, anche alle parti dei siti non dedicate alle scommesse.
La ragione di tutto ciò va letta nelle leggi che ispirano queste censure e che parlano di tutela degli utenti da quegli operatori che non hanno ottenuto licenza dai Monopoli. A latere, naturalmente, c'è il problema per l'Erario di incassare le imposte sulle vincite<!--finn--><!-- big rect --><!-- big rect --><!-- articolo2 -->, cosa che sarebbe garantita proprio attraverso un accordo dedicato dei singoli operatori con i Monopoli. <!-- Next Page -->http://punto-informatico.it/images/pi-continua.gif (http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1749771&p=2&r=PI)
<!-- abstract notizia -->Il provvedimento economico in elaborazione in questi giorni rinnova le misure di censura pensate per impedire agli italiani di partecipare alle scommesse web non autorizzate. Ieri il Governo ha reintrodotto le sanzioni per i provider
Roma - Chi sperava che con la nuova legge finanziaria sarebbero stati superati gli ostacoli frapposti alla navigazione Internet degli italiani può ora rassegnarsi: nella bozza della Finanziaria 2007 in discussione in queste settimane ancora una volta si parla di censura e si prevede la possibilità di bloccare il traffico Internet degli italiani quando fossero interessati ad accedere a siti di bookmaker esteri non autorizzati dai Monopoli di Stato (http://www.aams.it/).
La cosa sta allarmando gli esperti che in questi giorni stanno chiedendo un intervento urgente al Governo affinché queste misure siano immediatamente rimosse dal testo conclusivo del provvedimento. Viene preso di mira, in particolare, il Capo III (Disposizioni in materia di accertamento e contrasto all'evasione e all'elusione fiscale) laddove (art. 29 comma 5) si fa espresso riferimento (http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stampati/pdf/15PDL0014501.pdf) ai provvedimenti di censura già adottati in passato (http://punto-informatico.it/p.asp?id=1523509):
"In coerenza ai principi recati dall'articolo 38 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed al fine di contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, l'evasione e l'elusione fiscale nel settore del gioco, nonche´ di assicurare l'ordine pubblico e la tutela del giocatore, con uno o più provvedimenti del Ministero dell'economia e delle finanze ? Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato - sono stabilite le modalità per procedere alla rimozione dell'offerta, attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni definite dalla stessa Amministrazione. I provvedimenti di cui al presente comma sono adottati nel rispetto degli obblighi comunitari".
Sebbene non si parli espressamente di filtri alla navigazione Internet, si parla di "rimozione dell'offerta" sulle reti telematiche, una rimozione che fin qui è stata espressa con l'obbligo per i provider italiani di dotarsi di filtri capaci di impedire che utenti del Bel paese finiscano su uno dei numerosissimi siti messi al bando ed elencati dagli stessi Monopoli di Stato in un documento (http://www.aams.it/site.php?page=20060213093339418) da 5 megabyte. L'unica novità è che i provvedimenti sono adottati in rispondenza della normative comunitarie: una dicitura con cui si spera di evitare che Bruxelles avvii una procedura di infrazione (http://punto-informatico.it/p.asp?id=1695392) già ventilata in passato.
Per verificare empiricamente l'attuale sussistenza dei filtri basta cercare di recarsi su uno dei siti messi al bando come, ad esempio,www.astrabet.com (http://www.astrabet.com/) mentre per verificarne la scarsa efficacia, anch'essa già denunciata dagli esperti, è sufficiente togliere il www (http://astrabet.com/). Va da sé che il provvedimento, pur tecnicamente inefficace, agli occhi degli esperti risulta grave perché non si limita a vietare agli italiani di giocare su siti non autorizzati dai Monopoli, ma vieta loro persino l'accesso a quelle pagine, anche alle parti dei siti non dedicate alle scommesse.
La ragione di tutto ciò va letta nelle leggi che ispirano queste censure e che parlano di tutela degli utenti da quegli operatori che non hanno ottenuto licenza dai Monopoli. A latere, naturalmente, c'è il problema per l'Erario di incassare le imposte sulle vincite<!--finn--><!-- big rect --><!-- big rect --><!-- articolo2 -->, cosa che sarebbe garantita proprio attraverso un accordo dedicato dei singoli operatori con i Monopoli. <!-- Next Page -->http://punto-informatico.it/images/pi-continua.gif (http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1749771&p=2&r=PI)