CASAPICCOLA2
19-10-05, 23:05
«Il passaggio della messa in onda della rubrica del Tg2 “Non solo soldi” da Milano a Roma, ha suscitato reazioni di diverso genere, per alcuni aspetti fuori misura». Lo sostiene il Comitato di redazione del Tg2 che considera «inammissibili le ingerenze esterne poco documentate sulle reali esigenze di preparazione e messa in onda di una rubrica della testata. Questo nella convinzione che i problemi di un prodotto giornalistico non sono di carattere “geografico” ma attengono alle iniziative volte a coordinare un lavoro che si inserisce nella più complessa organizzazione editoriale di un telegiornale». Sottolineatura comprensibile, ma altrettanto comprensibile è la richiesta di chi lavora nel cuore del sistema economico e finanziario del Paese e vuole rilanciare la produzione in quello che è stato uno dei centri Rai più importanti della Penisola. Intanto il “piano” sul digitale terrestre pronto da tempo, e tenuto per mesi nel cassetto dal vecchio vertice Rai oggi pomeriggio sarà all’ordine del giorno del Cda. Un piano di rilancio dettagliato, scritto da Roberto Sergio e già visionato dal direttore generale Alfredo Meocci che il cda reclama a gran voce ormai da più di un mese.
Un “piano” rivoluzionario: elenca i passi da fare in vista dello switch-off dall’analogico al digitale; stravolge l’attuale palinsesto, lanciando i nuovi canali RaiQuattro, RaiCinque e RaiSei; punta sulla creazione di un’unica struttura direzionale per il digitale terrestre, con l’accorpamento non solo funzionale ma anche gerarchico all’interno della struttura Nuovi Media di RaiNet, RaiSat e RaiClick; e non manca di approfondire anche tutte le problematiche relative a RaiWay e allo sviluppo della parte tecnologica. Un “piano” rivoluzionario e costoso. E anche dello stanziamento del budget, che sarà in linea con i travagliati conti del servizio pubblico, dovrà farsi carico il cda.
Per quel che riguarda lo switch-off dall’analogico al digitale - spiega il Velino -, il consiglio si occuperà della copertura immediata delle cosiddette “aree all-digital”. Si discuterà, dunque, di aumentare la copertura del segnale nazionale per arrivare oltre l’80 per cento della popolazione, ma soprattutto dell’avvio della sperimentazione in Sardegna e Valle D’Aosta. Sono solo queste due, infatti, le regioni che hanno già firmato il protocollo d’intesa con il ministero delle Comunicazioni e nelle quali la Rai non può farsi trovare impreparata già dai prossimi mesi.
Un “piano” rivoluzionario: elenca i passi da fare in vista dello switch-off dall’analogico al digitale; stravolge l’attuale palinsesto, lanciando i nuovi canali RaiQuattro, RaiCinque e RaiSei; punta sulla creazione di un’unica struttura direzionale per il digitale terrestre, con l’accorpamento non solo funzionale ma anche gerarchico all’interno della struttura Nuovi Media di RaiNet, RaiSat e RaiClick; e non manca di approfondire anche tutte le problematiche relative a RaiWay e allo sviluppo della parte tecnologica. Un “piano” rivoluzionario e costoso. E anche dello stanziamento del budget, che sarà in linea con i travagliati conti del servizio pubblico, dovrà farsi carico il cda.
Per quel che riguarda lo switch-off dall’analogico al digitale - spiega il Velino -, il consiglio si occuperà della copertura immediata delle cosiddette “aree all-digital”. Si discuterà, dunque, di aumentare la copertura del segnale nazionale per arrivare oltre l’80 per cento della popolazione, ma soprattutto dell’avvio della sperimentazione in Sardegna e Valle D’Aosta. Sono solo queste due, infatti, le regioni che hanno già firmato il protocollo d’intesa con il ministero delle Comunicazioni e nelle quali la Rai non può farsi trovare impreparata già dai prossimi mesi.