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Visualizza la versione completa : Dtt: tecnologia inutile ma obbligatoria



CASAPICCOLA2
20-10-05, 20:52
Non c’è nulla da fare sembrerebbe, questo digitale terrestre vogliono attivarlo a qualunque costo!
Molti, oramai, ritenevano improponibile la chiusura della tv analogica a dicembre 2006, tanto che era dato per scontato un rinvio, ed allora ecco un nuova trovata, abbandonare il piano nazionale e decidere la chiusura regione per regione. Addirittura in anticipo, fra tre mesi, precisamente il 31 gennaio 2006, sardi e valdostani saranno costretti, o meglio, obbligati, a comprare i decoder digitali per continuare ad utilizzare i televisori e guardare i programmi, altrimenti tutto buio. Credo che sia il primo caso di imposizione tecnologica da parte di un governo.
Attenzione perché l’imposizione ha naturalmente un costo, molto alto che ricade ovviamente sui cittadini, non solo su quelli di Sardegna e Valle d’Aosta, ma su tutti gli italiani che da due anni stanno finanziando questo, non richiesto, adeguamento tecnologico. Il mondo televisivo italiano, il più ricco settore economico del Paese, quello che non ha perdite, sta attuando il suo passaggio dal vecchio analogico al nuovo digitale a spese dei contribuenti.
Ci stanno raccontando un mare di bugie, da molto tempo, lo accertò, su denuncia dell’Adiconsum, anche l’Antitrust, che condannò molti organismi, anche governativi, per pubblicità ingannevole.
Come nulla fosse hanno continuato a raccontarci che il digitale terrestre è indispensabile, prioritario per lo sviluppo del Paese. E’ evidente che è indispensabile solo ai soliti padroni della televisione, che sono riusciti a farsi pagare l’unica tecnologie che gli permetteva di guadagnare altri soldi con la tv a pagamento e ad arginare la concorrenza in crescita con altre innovative tecnologie (satellite e doppino telefonico).
Hanno farcito il tutto con paroloni quali multimedialità, interattività, nuovi accessi alla Pubblica Amministrazione e altre fantasie, tutte cose che già esistono, perfettamente funzionanti su internet grazie alla banda larga.
Con tutti i soldi spesi fino ad oggi per il digitale terrestre, lo Stato avrebbe fornito un PC ad ogni famiglia, facendo fare veramente un salto di qualità a tutta la nazione, invece siamo ancora agli ultimi posti nelle classifiche dei Paesi più evoluti.
Crediamo nelle tecnologie e nella loro utilità, ma non possiamo accettare nessuna imposizione.
Male face la precedente maggioranza di centro sinistra a varare una legge che imponeva il digitale terrestre nel 2006 e male sta facendo questo governo che usa quella stessa legge per le sue necessità (salvataggio Rete4 e nascita Pay tv).
Vista l’imposizione dichiarata per Sardegna e Valle d’Aosta, visto il rifiuto costante al confronto con le associazioni consumatori, vista l’assoluta mancanza di informazione e confronto con i cittadini, diciamo con forza un no al digitale terrestre.
In questo momento sono altre le priorità, non possiamo sopportare un costo medio di € 300,00 a famiglia per continuare a vedere la televisione, quando a fatica si arriva alla fine del mese.
Il digitale terrestre se lo facciano da soli, lo mettano sul mercato come tutte le altre novità tecnologiche e subiscano il verdetto dei consumatori. Quando il digitale terrestre sarà appetibile e diffuso in tutte le case, solo allora si potrà chiudere la televisione tradizionale, quella che conoscono bambini ed anziani, da oltre 50 anni e che fa parte della nostra vita, nessuno deve permettersi di portarla via.
Non ci vengano a dire che questa tecnologia serve per incrementare il pluralismo, non può essere interessato al pluralismo chi sceglie di imporre le tecnologie.
Il mercato offre tantissimi mezzi di comunicazione che per loro natura garantiscono il pluralismo, lasciamo liberi i cittadini di scegliere quale mezzo usare, senza dare privilegi ad alcuno ed anche il pluralismo diventerà dilagante.
Certo ora siamo in pochi a criticare l’imposizione del digitale terrestre, tutti sembrano distratti, anche i politici, di tutti gli schieramenti, sono in silenzio, ma in nessun settore si può accettare qualcuno che obblighi qualcosa ad un altro, sentendosi padrone pur non essendolo, perché la televisione non è di chi la fa ma è di chi la guarda.
Ora le scelte toccano ai cittadini e per primi a quelli della Valle d’Aosta e della Sardegna che sperimentano il sistema per tutti, tocca a loro decidere se subire o ribellarsi alle scelte fatte da altri. Il 31 gennaio in Sardegna ed in Valle D’Aosta non deve morire l’analogico televisivo ma devono nascere nuovi piani di sviluppo digitale che portino attraverso nuovi mezzi di comunicazione, vero sviluppo e vera crescita, sempre in nome di un vera LIBERTA.