vanescar
26-07-05, 00:42
============================= 1. Introduzione ============================
Da qualche tempo la distro GNU/Slackware Linux (nata nel 1993) sta prendendo piede, e - soprattutto grazie alle innovazioni apportate a partire dalla versione 9.0 - è divenuta maggiormente accessibile.
Parecchi sono infatti gli strumenti di configurazione (da xf86config ad alsaconf, da netconfig a ifconfig, da wxmconfig a ldconfig e via dicendo) che, sebbene non grafici come quelli di altre distribuzioni,
svolgono con molta efficacia il loro compito. Slackware è notoriamente stabile e veloce.
Il carattere "spartano" che le viene attribuito (niente strumenti di configurazione di tipo grafico, niente bootsplash colorato o con animazione, Lilo senza immagini) può lasciare perplessi utenti che provengano da Windows
(ma anche da altre distribuzioni Linux). Tuttavia ha un suo contraltare nient'affatto secondario nel fatto che è altamente personalizzabile,
in non pochi casi in maniera anche più semplice di altre distribuzioni. L'utilizzo del kernel "vanilla", cioè privo dell'applicazione di patch, ne rende assolutamente praticabile la ricompilazione
che in altre distribuzioni invece è una faccenda estremamente complicata. È poi facile accorgersi che, in molti casi, proprio questa linearità di Slackware consente di configurare il sistema con pochi ritocchi ai file di sistema. Inoltre Slackware,
spogliata delle GUI (acronimo di Graphical User Interface, e cioè dei frontend grafici), gira perfettamente anche su vecchi computer dotati di scarse risorse.
Questa guida intende essere un breve ausilio per muovere i primi passi nella configurazione di Slackware, redatta in modo piano da un neofita e destinata ai neofiti che devono essere guidati "passo dopo passo". Una guida esaustiva è impossibile da scrivere,
perché la configurazione varia a seconda dell'hardware e delle esigenze dell'utente. Questo spiega la mole enorme dei quesiti che si leggono nelle mailing list e nei forum,
nonché i numerosi HOW-TO, che rimangono essenziali riferimenti per approfondire le questioni e personalizzare ulteriormente il proprio sistema. Ciò non toglie che sia possibile indicare almeno alcuni elementi di base come punto di partenza della configurazione.
Una configurazione completa ed efficiente, per chi conosce Slackware, porta via ben poco tempo!
=========================== 2. Procurarsi Slackware ============================
Il primo sito in cui è possibile scaricare le ISO di Slackware è, naturalmente quello stesso della distribuzione, all'indirizzo http://www.slackware.com, che è tuttavia assai lento.
Ci sono svariati mirror più veloci, facilmente individuabili con una ricerca su Google; alcuni sono reperibili anche in http://www.slackware.com/getslack. Come quasi tutte le distribuzioni Linux,
anche Slackware si trova in allegato a parecchie riviste. Se si intende utilizzarla stabilmente, non è sicuramente inopportuno acquistarla o abbonarsi (per ricevere gli aggiornamenti),
per fornire un supporto anche se minimo agli sviluppatori. Il set di CD acquistabili consta di quattro supporti perché ha anche tutti i sorgenti. Inoltre, nel CD 3, è presenta anche lo Slackware-Book,
ossia la guida ufficiale di Slackware.
Da qualche tempo la distro GNU/Slackware Linux (nata nel 1993) sta prendendo piede, e - soprattutto grazie alle innovazioni apportate a partire dalla versione 9.0 - è divenuta maggiormente accessibile.
Parecchi sono infatti gli strumenti di configurazione (da xf86config ad alsaconf, da netconfig a ifconfig, da wxmconfig a ldconfig e via dicendo) che, sebbene non grafici come quelli di altre distribuzioni,
svolgono con molta efficacia il loro compito. Slackware è notoriamente stabile e veloce.
Il carattere "spartano" che le viene attribuito (niente strumenti di configurazione di tipo grafico, niente bootsplash colorato o con animazione, Lilo senza immagini) può lasciare perplessi utenti che provengano da Windows
(ma anche da altre distribuzioni Linux). Tuttavia ha un suo contraltare nient'affatto secondario nel fatto che è altamente personalizzabile,
in non pochi casi in maniera anche più semplice di altre distribuzioni. L'utilizzo del kernel "vanilla", cioè privo dell'applicazione di patch, ne rende assolutamente praticabile la ricompilazione
che in altre distribuzioni invece è una faccenda estremamente complicata. È poi facile accorgersi che, in molti casi, proprio questa linearità di Slackware consente di configurare il sistema con pochi ritocchi ai file di sistema. Inoltre Slackware,
spogliata delle GUI (acronimo di Graphical User Interface, e cioè dei frontend grafici), gira perfettamente anche su vecchi computer dotati di scarse risorse.
Questa guida intende essere un breve ausilio per muovere i primi passi nella configurazione di Slackware, redatta in modo piano da un neofita e destinata ai neofiti che devono essere guidati "passo dopo passo". Una guida esaustiva è impossibile da scrivere,
perché la configurazione varia a seconda dell'hardware e delle esigenze dell'utente. Questo spiega la mole enorme dei quesiti che si leggono nelle mailing list e nei forum,
nonché i numerosi HOW-TO, che rimangono essenziali riferimenti per approfondire le questioni e personalizzare ulteriormente il proprio sistema. Ciò non toglie che sia possibile indicare almeno alcuni elementi di base come punto di partenza della configurazione.
Una configurazione completa ed efficiente, per chi conosce Slackware, porta via ben poco tempo!
=========================== 2. Procurarsi Slackware ============================
Il primo sito in cui è possibile scaricare le ISO di Slackware è, naturalmente quello stesso della distribuzione, all'indirizzo http://www.slackware.com, che è tuttavia assai lento.
Ci sono svariati mirror più veloci, facilmente individuabili con una ricerca su Google; alcuni sono reperibili anche in http://www.slackware.com/getslack. Come quasi tutte le distribuzioni Linux,
anche Slackware si trova in allegato a parecchie riviste. Se si intende utilizzarla stabilmente, non è sicuramente inopportuno acquistarla o abbonarsi (per ricevere gli aggiornamenti),
per fornire un supporto anche se minimo agli sviluppatori. Il set di CD acquistabili consta di quattro supporti perché ha anche tutti i sorgenti. Inoltre, nel CD 3, è presenta anche lo Slackware-Book,
ossia la guida ufficiale di Slackware.