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Discussione: Referendum anti-casta, chi sa che c’è?

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    Referendum anti-casta, chi sa che c’è?


    INFO

    Referendum anti-casta, chi sa che c’è?

    Se ne parla solo sui social network!|
    La consultazione mira all'abrogazione dell’art. 2 della legge 1261/1965: soppressione della diaria di deputati e senatori, un taglio di circa 48mila euro a parlamentare. Se la colpa sia dell’ostracismo dei giornali ricattati dai politici, oppure della scarsa capacità organizzativa dei proponenti, non è chiaro. Fatto sta che il termine ultimo per firmare è il 30 luglio
    È in corso e sta per concludersi la raccolta delle firme per un referendum di cui quasi nessuno sa nulla: l’abrogazione (parziale) della legge sulle indennità dei parlamentari. Se la colpa sia dell’ostracismo dei giornali ricattati dai politici, oppure della scarsa capacità organizzativa dei proponenti, non è chiaro. Fatto sta che il termine ultimo per aderire è il 30 luglio e la consultazione mira alla soppressione dell’art. 2 della legge 1261/1965: “Ai membri del Parlamento è corrisposta una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Si tratta di una cifra prossima ai 48mila euro annui per ogni deputato e senatore.
    REFERENDUM ANTI-CASTA – Per firmare occorre recarsi con un documento presso il proprio comune di residenza e farne richiesta, dato che di banchetti stradali non se ne vedono. Gli organizzatori sono quelli dell’Unione popolare (Up), aggregazione politica poco nota che sostiene di essere l’originaria promotrice del più noto referendum contro la legge elettorale detta “Porcellum”, poi cassato dalla Corte costituzionale. Di questa iniziativa non se ne parla neppure nel blog di Beppe Grillo e, se si cerca su Google, il primo risultato è un articoletto di un portale relativo a Canicattì, cittadina in provincia di Agrigento. La minima notorietà la si deve ai social network e, soprattutto, ai forum su internet. La scelta di proporre l’abolizione dell’art. 2 e non dell’art. 1 della legge in questione, e cioè la soppressione della diaria e non dell’indennità dei parlamentari, si deve a potenziali contrasti con l’art. 69 della Costituzione italiana che recita: “I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge”.


    IL REGNO DEL CAOS – Le poche informazioni a disposizione lasciano intendere che, a tre settimane dalla scadenza dei termini ultimi, le 500mila firme da depositare in Cassazione per inoltrare la richiesta di referendum non siano state raccolte. La sfiducia serpeggia tra gli utenti di internet – ancora scottati dalla prematura fine della consultazione anti-Porcellum – e su Twitter sono poche le persone che in questi giorni si lanciano l’un l’altra appelli ad andare nei rispettivi uffici comunali. Su Facebook gli utenti raccontano che in molti paesi non è neppure disponibile la modulistica e che occorre aspettare che venga spedita dall’Unione popolare. Ulteriore confusione si deve al fatto che anche le date per la chiusura della raccolta firme sono nebulose e c’è chi dice che sia il 26, il 27, il 28 o il 30 luglio e che addirittura varino a seconda del luogo. Insomma, tutto lascia intendere che questo referendum sia un’iniziativa nata sotto la stella sbagliata.

    fonte: http://www.ilvostro.it/politica/refe...network/45722/
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    brookesia (11-07-12)

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    Re: Referendum anti-casta, chi sa che c’è?

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    Referendum anti-casta, chi sa che c’è?

    Se ne parla solo sui social network!|
    La consultazione mira all'abrogazione dell’art. 2 della legge 1261/1965: soppressione della diaria di deputati e senatori, un taglio di circa 48mila euro a parlamentare. Se la colpa sia dell’ostracismo dei giornali ricattati dai politici, oppure della scarsa capacità organizzativa dei proponenti, non è chiaro. Fatto sta che il termine ultimo per firmare è il 30 luglio
    È in corso e sta per concludersi la raccolta delle firme per un referendum di cui quasi nessuno sa nulla: l’abrogazione (parziale) della legge sulle indennità dei parlamentari. Se la colpa sia dell’ostracismo dei giornali ricattati dai politici, oppure della scarsa capacità organizzativa dei proponenti, non è chiaro. Fatto sta che il termine ultimo per aderire è il 30 luglio e la consultazione mira alla soppressione dell’art. 2 della legge 1261/1965: “Ai membri del Parlamento è corrisposta una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Si tratta di una cifra prossima ai 48mila euro annui per ogni deputato e senatore.
    REFERENDUM ANTI-CASTA – Per firmare occorre recarsi con un documento presso il proprio comune di residenza e farne richiesta, dato che di banchetti stradali non se ne vedono. Gli organizzatori sono quelli dell’Unione popolare (Up), aggregazione politica poco nota che sostiene di essere l’originaria promotrice del più noto referendum contro la legge elettorale detta “Porcellum”, poi cassato dalla Corte costituzionale. Di questa iniziativa non se ne parla neppure nel blog di Beppe Grillo e, se si cerca su Google, il primo risultato è un articoletto di un portale relativo a Canicattì, cittadina in provincia di Agrigento. La minima notorietà la si deve ai social network e, soprattutto, ai forum su internet. La scelta di proporre l’abolizione dell’art. 2 e non dell’art. 1 della legge in questione, e cioè la soppressione della diaria e non dell’indennità dei parlamentari, si deve a potenziali contrasti con l’art. 69 della Costituzione italiana che recita: “I membri del Parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge”.


    IL REGNO DEL CAOS – Le poche informazioni a disposizione lasciano intendere che, a tre settimane dalla scadenza dei termini ultimi, le 500mila firme da depositare in Cassazione per inoltrare la richiesta di referendum non siano state raccolte. La sfiducia serpeggia tra gli utenti di internet – ancora scottati dalla prematura fine della consultazione anti-Porcellum – e su Twitter sono poche le persone che in questi giorni si lanciano l’un l’altra appelli ad andare nei rispettivi uffici comunali. Su Facebook gli utenti raccontano che in molti paesi non è neppure disponibile la modulistica e che occorre aspettare che venga spedita dall’Unione popolare. Ulteriore confusione si deve al fatto che anche le date per la chiusura della raccolta firme sono nebulose e c’è chi dice che sia il 26, il 27, il 28 o il 30 luglio e che addirittura varino a seconda del luogo. Insomma, tutto lascia intendere che questo referendum sia un’iniziativa nata sotto la stella sbagliata.

    fonte: http://www.ilvostro.it/politica/refe...network/45722/
    Grazie della info faccioamo girare!!!!

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    antonioso (12-07-12)

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