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Vivisat, il pit stop per i satelliti

Quello della spazzatura spaziale, o space junk, è un problema non indifferente per l’orbita terrestre. Molto spesso i satelliti inviati in orbita dopo un tempo medio di 20-25 anni finiscono la benzina e diventano così inservibili, nonostante essi siano potenzialmente funzionanti, ancora, in maniera del tutto ottimale. Oppure capita che alcuni satelliti siano stati lasciati in orbite non funzionali al loro utilizzo, rendendoli inservibili.

RIFORNIMENTO O SPAZZATURA - In generale fino ad ora i satelliti che erano diventati, per un motivo o per un altro, del tutto inservibili, come ci spiega Space.com “sono o fatti salire di orbita in una sorta di zona-cimitero; o fatti calare d’orbita, per venire così distrutti nell’atmosfera terrestre, o peggio, sono semplicemente lasciati dove sono a diventare spazzatura spaziale, il che pone un rischio non indifferente ai satelliti ancora operativi”.

Per questo, una joint venture fra Alliant Techsystems e la Us Space chiamata Vivisat sta affrontando di petto questo problema, dicendosi “pronti a vendere, pronti a costruire, pronti a consegnare” un veicolo che avrà, nelle intenzioni, il ruolo di “Veicolo di estensione missione”: praticamente, una combinazione fra meccanico spaziale e stazione di rifornimento orbitale: “Il nostro lavoro sarà quello di agganciarci alle strutture orbitanti ed estenderne la vita”, dice Bryan McGuirk: “C’è una grossa domanda di nuove soluzioni che possano gestire il problema dei satelliti che terminano la loro funzionalità con i sistemi perfettamente operativi. Essenzialmente, per gli operatori costretti a mandare i satelliti nello spazio profondo, parliamo di un’opportunità perduta”.

“Siamo in grado”, continua McGuirk, ”di risolvere i problemi nel mercato, la nostra è un’opportunità davvero a lungo termine. C’è un numero enorme di satelliti in orbita geosincrona intorno alla Terra, molte centinaia, e molti di essi, un grande numero davvero, possono essere candidati ideali per la nostra operazione”.

“IDEA VINCENTE” - Gli studiosi e gli esperti sia nel mondo accademico che nell’industria sembrano essere particolarmente interessati all’idea: “Penso che sia un’ipotesi abbastanza vincente, un pensiero rivolto al futuro”, dice Lou Zacharilla, direttore della Società dei professionisti del Satellite. “E’ un’idea creativa, che ha i suoi pro e i suoi contro. Vedremo cosa succederà”, dice Arnold Friedman, vicepresidente marketing alla Space Systems/Loral. Il mercato è talmente interessante che la ViviSat non è l’unica società che sta pensando alla produzione di un veicolo in grado di andare a riprendere, a spostare, a rifornire satelliti e altri veicoli rimasti finora in orbita, disattivati e perduti, andati ad ingrossare la grande massa della spazzatura spaziale che orbita intorno al pianeta.


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